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RINNOVATO IL CONTRATTO REGIONALE PER I 18MILA OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI DEL FVG

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in AGRICOLO

+1,8% in busta paga e molto altro
Resta però lo stato di agitazione del comparto:
lavoratori discriminati dai sostegni economici nazionali


volantino-agricoli-rinnovo2021

Dopo 15 mesi dalla scadenza, è stato rinnovato il Contratto Regionale degli Operai agricoli e florovivaisti. “Si tratta certamente di una buona notizia per gli oltre 18mila lavoratori del comparto in Friuli Venezia Giulia, ma questo, però, non cancella tutte le pesanti difficoltà in cui versa il settore e per cui abbiamo dichiarato lo stato di agitazione” – commentano i segretari firmatari dell’intesa di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil del Fvg. Per Claudia Sacilotto (Fai Cisl), Pierpaolo Guerra (Uila Uil) e Alessandro Zanotto (Flai Cgil) “l’’Accordo raggiunto, pur risentendo inevitabilmente della situazione di crisi, rappresenta un fatto importante, conferendo dignità economica e normativa alle lavoratrici e ai lavoratori dell’ambito primario che hanno sempre svolto con responsabilità e professionalità il loro lavoro in questo lungo periodo di pandemia”.

Il contratto, oltre a prevedere l’aumento retributivo del 1,8% con decorrenza 1 aprile 2021, si focalizza anche su altri temi cruciali: l’introduzione delle ferie solidali, l’ampliamento delle funzioni dell’Osservatorio regionale, la possibilità di chiedere la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per definite casistiche, l’inserimento del capitolo riguardante gli appalti impegnando così le aziende utilizzatrici a darne comunicazione all’Ente bilaterale territoriale entro 60 giorni dalla data di stipula del contratto stesso, l’aggiornamento dell’indennità di reperibilità, la continuazione della fase sperimentale per gli cartelli addetti alla lavorazione e raccolta delle barbatelle con un adeguamento della retribuzione e la valorizzazione del Protocollo sul contrasto delle molestie e violenze nei luoghi di lavoro.
Resta comunque alta l’attenzione sul comparto, dimenticati anche dal Governo Draghi, discriminati ed esclusi dal diritto di ricevere un minimo sostegno economico per le giornate di lavoro perse a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Per loro continuiamo a chiedere con forza l’introduzione di un bonus per gli stagionali dell’agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza – conclude la nota unitaria di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

lavoratori

Decreto Sostegni, un milione di lavoratori agricoli scioperano il 30 aprile

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in AGRICOLO, Eventi



Oggi, in tutta Italia, i presidi Fai-Flai-Uila davanti le Prefetture

riquadro Le lavoratrici e i lavoratori agricoli sciopereranno in tutta Italia venerdì 30 aprile per protestare contro le iniquità contenute nel Decreto Sostegni e per chiedere a Governo e Parlamento di modificarlo. Lo hanno deciso le segreterie nazionali dei sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.

L’annuncio, in diretta Facebook sulle pagine delle tre organizzazioni sindacali, nel corso dei presìdi organizzati questa mattina sotto le Prefetture di tutta Italia, viene dai segretari generali delle tre organizzazioni sindacali Onofrio Rota (Fai), Giovanni Mininni (Flai) e Stefano Mantegazza (Uila), che sono intervenuti, rispettivamente, alle manifestazioni di Treviso, Napoli e Roma.

Tra le richieste dei sindacati al Governo, in particolare, il riconoscimento per l’anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019 e l’introduzione del bonus per i lavoratori stagionali agricoli insieme alla sua compatibilità con il reddito di emergenza.

Tra le motivazioni dello sciopero anche la protesta contro i mancati rinnovi dei contratti provinciali agricoli nella maggior parte delle provincie italiane, che sono scaduti da quasi due anni.
Lo sciopero del 30 aprile coinvolgerà anche i lavoratori del settore forestale, che chiedono il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, scaduto nel 2012 e per i quali, proprio ieri, le segreterie nazionali di Fai-Flai-Uila hanno proclamato lo stato di agitazione.

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forestali

Forestali, rinnovo Ccnl fermo al palo, dal 14 aprile manifestazioni a Roma

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in Idraulica forestale

Roma 9 aprile 2021. Ancora una “fumata nera” per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli operai idraulico forestali che interessa circa 65.000 lavoratori e che è scaduto nel lontano 2012. A seguito dell’ennesimo rinvio della trattativa, avvenuto senza motivazione e senza indicare una nuova data per proseguire il negoziato, le segreterie nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del settore e la mobilitazione dei lavoratori che, a partire da mercoledì 14 aprile, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, manifesteranno a Roma con un presidio sotto la sede della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per chiedere la ripresa delle trattative e, soprattutto, l’impegno concreto e tangibile a condurre in porto un rinnovo atteso da quasi 10 anni.

“In assenza di tali segnali da parte delle Regioni”, avvertono Fai-Flai-Uila, “i lavoratori, già esasperati dalla lunga attesa del rinnovo, dall’incertezza del ruolo e del mandato degli interlocutori pubblici e, da ultimo, dalle difficoltà e sofferenze sopportate in questo anno di pandemia durante il quale non hanno mai smesso di lavorare, sono pronti allo sciopero”.

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NESSUN SOSTEGNO per i LAVORATORI AGRICOLI e FLOROVIVAISTI IL GOVERNO SI E’ DIMENTICATO DI LORO PARTONO LE PROTESTE

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in AGRICOLO, Eventi

Non si sono mai fermati, neanche durante i periodi più duri del lockdown: hanno lavorato per garantire il rifornimento di beni alimentari nei supermercati e per l’industria della trasformazione, ma il Governo – Conte prima e Draghi adesso – sembra essersi dimenticati di loro.
Parliamo degli operai agricoli e florovivaisti, senza scordare quelli degli agriturismi.
In Friuli Venezia Giulia si contano circa 16.000 lavoratori dipendenti occupati nel settore, con contratto annuale e/o più contratti nello stesso anno.

mobilitazione10aprile Il 10 aprile, seguendo la mobilitazione indetta dalle Segreterie nazionali di FAI Cisl, FLAI Cgil e UILA Uil, si svolgeranno sit-in davanti alle Prefetture di tutta Italia, per dare voce a un milione di lavoratrici e lavoratori agricoli dimenticati dagli ultimi provvedimenti legislativi di sostegno economico.

I Segretari regionali e provinciali di FAI CISL, FLAI CGIL e UILA Uil del Friuli Venezia Giulia, manifestano questo argomento spinoso: “i lavoratori stagionali agricoli, essenziali in tutte le fasi della pandemia per portare beni primari nelle tavole degli italiani, sono stati dimenticati anche dal Governo Draghi, discriminati ed esclusi dal diritto di ricevere un minimo sostegno economico per le giornate perse di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Per questo si chiede l’introduzione di un bonus per gli stagionali dell’agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza.
Oggi a questi lavoratori vanno garantiti diritti contrattuali, un reddito ed un adeguato sostegno come ad altre categorie lavorative”.

A chi nel Governo torna a parlare di voucher in vista delle campagne di raccolta estive i Segretari regionali Sacilotto, Zanotto e Guerra avvertono: “non si pensi di aprire questa trita e ritrita disputa. Solo parlarne significa voler aprire un fronte di scontro e ci opporremo con tutti gli strumenti sindacali possibili, in quanto i voucher non creano maggiore occupazione – come si vuol lasciar intendere – ma maggiore irregolarità ”. Per le lavoratrici e lavoratori impegnati negli agriturismi, non è difficile immaginare le difficoltà che attraversano, considerate le chiusure imposte dalle norme. Un periodo nero, senza sostegno economico da lavoro ma neppure da disoccupazione.

Ricordiamo che il settore agricolo ha una previdenza specifica per la quale è indispensabile aver lavorato un minimo di giornate – 102 nel biennio – per poter ottenere la disoccupazione agricola. Per questo motivo FAI, FLAI e UILA chiedono il trascinamento delle giornate di lavoro effettuate nel 2019, anche nel 2020.

Queste le ragioni per cui FAI Cisl, FLAI Cgil e UILA Uil annunciano la mobilitazione del settore anche nella nostra regione, con presidio SABATO 10 aprile dalle ore 10.00 alle ore 11.30 davanti alla Prefettura di Udine, rispettando tutte le norme di emergenza sanitaria.

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immigrati

LAVORATORI AGRICOLI ZERO SOSTEGNI, ZERO DIRITTI

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in AGRICOLO, Eventi

Anche nel Decreto Sostegni, per l’ennesima volta, gli stagionali dell’agricoltura sono stati esclusida ogni tipo di ristoro.
Le lavoratrici e i lavoratori agricoli, quelli che lavorano negli agriturismi e nel settore del florovivaismo sono stati nuovamente discriminati.
I lavoratori di questi settori nel 2020 hanno perso milioni di giornate di lavoro.
L’emergenza sanitaria, ancora in corso, ha fatto precipitare la maggior parte dei lavoratori coinvolti e le loro famiglie in una situazione di totale povertà.

PER QUESTO SAREMO DAVANTI AL PALAZZO DELLA PREFETTURA DI UDINE Via Piave 16,
SABATO 10 APRILE dalle ore 10.30 alle ore 11.30


Presidio operai agrigoli

Per rivendicare:
• la garanzia per l’anno 2020, ai fini della tutela assistenziale e previdenziale, delle stesse giornate di lavoro svolte nel 2019;
• il bonus per gli stagionali dell’agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza;
l’estensione della Naspi ai dipendenti a tempo indeterminato di imprese cooperative e dei loro consorzi;
tutele ai lavoratori agricoli nelle zone colpite da calamità naturali, eventi distruttivi, parassiti quali Xylella e cimice asiatica;
• riconoscimento di una Cassa Integrazione stabile anche per i pescatori vista la forte riduzione dell’attività di pesca.

Oltre a questi punti, per noi essenziali, nelle mobilitazioni presenteremo anche:
• la richiesta di riconoscere la “clausola sulla condizionalità sociale” nella Politica agricola comune (PAC), per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali;
• la contrarietà al tentativo di semplificare ancora di più l’uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori;
– l’esigenza di rinnovare rapidamente i contratti provinciali, visto che le trattative sono bloccate in quasi tutti i territori.

Le lavoratrici e i lavoratori agricoli
scendono in piazza per far sentire LA LORO VOCE

pesca-corde

SETTORE PESCA: RINNOVATA L’INDENNITA’ GIORNALIERA COVID-19

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in PESCA

Prevista per i pescatori una indennità giornaliere da 30 a 40 euro
A darne notizia la Fai Cisl Fvg che lancia anche il suo appello ai consumatori: comprate i prodotti ittici del Fvg!


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Buone notizie per i circa 400 pescatori del Friuli Venezia Giulia: è stata, infatti, rinnovata, anche per il 2021, la polizza nazionale che prevede indennità giornaliere in caso di ricovero ospedaliero o isolamento domiciliare, causato dal Covid-19. A darne notizia è la Fai Cisl regionale, che spiega come l’obbiettivo sia quello di continuare, così come previsto dal CCNL, ad aiutare economicamente gli iscritti all’Ente Bilaterale del settore Pesca colpiti dal Covid-19, con indennità giornaliere che vanno dai 30 ai 40 euro. La copertura è valida per tutto il 2021 con un plafond totale di 25.000,00 euro.

“Siamo certi – commenta la Segretaria Generale Fai Cisl Fvg, Claudia Sacilotto – che l’accordo nazionale rappresenti un’attenzione verso i pescatori in generale, che si trovano già in una situazione particolarmente delicata, sia a livello produttivo che commerciale considerato che il lockdown penalizza indubbiamente le vendite verso il canale Horeca, ovvero il settore dell’industria alberghiera. “Il comparto pesca nella nostra regione con i suoi 93 chilometri di costa, con esclusione dell’acquacoltura, conta circa 350 imprese e quasi 400 addetti – aggiunge Marco Savi, coordinatore regionale pesca per la Fai Cisl Fvg – dati in continua e preoccupante discesa se pensiamo che nel 2005 erano 435 imprese e 785 addetti”. Di quei l’appello del Sindacato, di concerto con il Gruppo di Azione Costiera FLAG GAC FVG, ad acquistare, anche in occasione delle festività, “i nostri ottimi prodotti ittici, che sono tra l’altro a km 0”.

“Il mestiere del Pescatore è sempre più difficile – spiegano Sacilotto e Savi – e necessita di politiche lungimiranti che tutelino le peculiarità della nostra pesca, altrimenti il rischio è quello di perdere un settore ricco di tradizioni e di valori, ma soprattutto lavoro ed occupazione nella nostra regione a favore di altri”.

Bonifica

PROROGATA COPERTURA SANITARIA GRATUITA PER EMERGENZA CORONAVIRUS PER GLI ADERENTI AL FONDO SANITARIO FIS

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in Consorzi di Bonifica, Informative

Visto il protrarsi dell’emergenza Covid, Unipol ha acconsentito a concedere una proroga della polizza per il 2021, SOLO PER L’ISCRITTO e fino ad esaurimento plafond 2020/2021 pari a € 30mila (ordine in base alla data di invio).

ISOLAMENTO DOMICILIARE del Lavoratore a seguito positività da COVID-19
Indennità di € 30,00 per ogni giorno di permanenza presso il proprio domicilio fino ad un massimo di 10 giorni all’anno.
Documentazione da presentare: referto del tampone che attesti la positività al virus rilasciato dalle Autorità competenti.

RICOVERO del Lavoratore in caso di positività da COVID-19
Indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero presso strutture sanitarie individuate dal Ministero per il trattamento del virus fino ad un massimo di 50 giorni all’anno.
Documentazione da presentare: lettera di dimissioni ospedaliera dalla quale si dovrà evincere la positività al virus e il numero di notti di ricovero. (*).
(*) Nel caso in cui sulla Lettera di dimissioni non fosse indicata la positività al virus o espressamente indicato “Ricovero per COVID-19” sarà necessario inviare copia, conforme all’originale, della cartella clinica o ulteriore documentazione dalla quale si evinca la positività al virus.

Gli Operatori della FAI CISL sono a disposizione per inoltrare la pratica
CHIAMA e fissa un APPUNTAMENTO


Udine/Alto Friuli
GOBBO STEFANO 331.6461275 – LONGO GIOVANNI 337.1576642

Trieste/Gorizia
SAVI MARCO 333.6580833

Pordenone
MENEGOZ ANDREA 338.7853911 – MOLARO MARIA ANGELA 334.6645620

Clicca qui e scarica il volantino in pdf

BOSNIA, CONSEGNATI DALLA FAI CISL AIUTI ALIMENTARI AI PROFUGHI DI LIPA

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in Eventi

Il sindacato agroalimentare nel progetto “Non solo pane” insieme a Confronti, IPSIA, Chiese Evangeliche. Onofrio Rota: “L’Europa si svegli”

BIHAC (BOSNIA), 12 MARZO 2021 – Si chiama “Non solo pane” l’iniziativa di solidarietà realizzata dalla Fai Cisl insieme a Confronti, IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, rivolta ai migranti di Bihac e Lipa, in Bosnia, a pochi chilometri dal confine con la Croazia.

Rota (Fai Cisl) - Bihac (Bosnia) Sono i migranti della cosiddetta “rotta balcanica”. Migliaia di profughi e richiedenti asilo che si trovano da mesi senza rifugio, alle prese con nevicate e rigide temperature, alle quali si aggiungono casi di respingimento violento da parte della polizia croata. Oltre ai circa mille migranti ospitati nel campo di Lipa, colpito da un incendio lo scorso 23 dicembre e attualmente in forte stato di emergenza, altre persone sono accolte nei campi gestiti dall’OIM e altre migliaia stanno tentando di sopravvivere in rifugi improvvisati e accampamenti. In gran parte sono afghani, pachistani, bengalesi, iraniani; molte anche le donne e i bambini. Tanti di loro sognano di vivere e lavorare in Germania, Francia, Nord Europa, alcuni in Italia, in molti sperano di raggiungere famigliari già emigrati da tempo.

Dopo aver coinvolto diverse imprese del settore alimentare, e grazie alla mobilitazione delle proprie strutture regionali e territoriali, il sindacato agroalimentare ha organizzato una spedizione di generi alimentari e raccolto donazioni per la Croce Rossa locale e altre associazioni impegnate sul campo. Sono stati consegnati 13 pallets, per un totale di quasi 6 tonnellate e mezzo di cibo. Tra le derrate alimentari, concordate con le associazioni che assistono i migranti, oltre 200 lattine tra verdura e polpa di pomodoro, più di 700 pacchi di riso, 900 lattine di conserva di pomodoro, 180 pacchi di biscotti, 700 confezioni di crackers e biscotti.

“Sosteniamo i migranti in tanti modi, solitamente con progetti di inclusione, avviamento al lavoro, formazione, questa volta abbiamo deciso di mettere in piedi un progetto di solidarietà verso persone che non vivono in Italia ma sono bloccate anche da molti mesi al confine con l’Europa in condizioni inaccettabili”, afferma il Segretario Generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, giunto personalmente sul posto per seguire la consegna degli aiuti. “Come Federazione agroalimentare della Cisl – aggiunge il sindacalista – abbiamo scelto di mobilitarci offrendo un nostro concreto contributo per sostenere queste persone, fondamentalmente perché crediamo che l’umanità e la solidarietà vengano prima di ogni altra cosa. È un dovere etico, una questione di civiltà: non possiamo chiudere gli occhi davanti alle migliaia di migranti alla disperata ricerca di un ingresso verso l’Europa. Persone che hanno bisogno di tutto: cibo e acqua, farmaci, assistenza sanitaria, indumenti. Ma soprattutto, queste persone hanno bisogno di speranza per sé e le proprie famiglie, hanno bisogno di vedere riconosciuto il proprio diritto a vivere una vita dignitosa, dopo essere fuggiti da guerre, violenze, povertà”.

“Per questo – conclude il sindacalista – la consegna del cibo da parte nostra è un sostegno concreto, ed è l’occasione per affermare i nostri valori di solidarietà, dignità della persona, rispetto per la vita, ma anche per lanciare un appello affinché l’Europa si svegli. Sono state stanziate tante risorse per governare questa emergenza umanitaria, ma nel rimpallo di responsabilità tra Europa, Stati, governatori delle regioni e delle città coinvolte, a rimetterci sono sempre i più deboli, in questo caso persone che stanno sopravvivendo in condizioni di estrema precarietà e povertà. Nessuno dovrebbe meritare di vivere in simili condizioni”.

Un reportage sul progetto sarà presentato in occasione di un webinar che si terrà giovedì 18 marzo alle ore 17, in diretta sui profili Facebook e You Tube della Fai Cisl.

Rota

AGROALIMENTARE, FAI CISL: DONNE TRAINO DEL SETTORE, MA PARITÀ ANCORA LONTANA

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in Industria Alimentare, Informative

ROMA, 5 MARZO 2021 – All’80% delle donne impiegate nell’agroalimentare e nell’ambiente piace molto il proprio lavoro, ma il 45% delle intervistate ritiene che la propria azienda non sia sensibile alle esigenze delle lavoratrici, il 53% afferma che in azienda non vengono applicate le normative volte a garantire pari opportunità e, in ogni caso, il 61% delle interpellate considera la legislazione in materia di tutela del lavoro femminile “molto inadeguata”.

Sono alcuni dei dati emersi dalla prima fase dell’indagine Fai Cisl dal titolo “Tra vita e lavoro. L’esperienza e le opinioni delle lavoratrici dell’agroalimentare e dell’ambiente”, coordinata dal sociologo Ludovico Ferro e presentata durante un webinar con l’intervento della Direttrice centrale ISTAT Linda Laura Sabbadini e un videomessaggio della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.

Il campione, di 500 unità, utilizzato dal sindacato agroalimentare, è composto per il 60% da lavoratrici dell’industria alimentare, per il 25% dell’agricoltura e il restante 15% dei consorzi di bonifica e della forestazione. Il 78% delle donne intervistate sono operaie, delle quali il 55% stagionali. Il periodo della rilevazione va da luglio a novembre 2020, e contiene dunque anche diversi focus su come le donne hanno vissuto il lockdown dello scorso anno. “L’80% delle donne intervistate appartiene a imprese che non hanno mai interrotto le proprie produzioni, anche attivando strumenti di smartworking – ha specificato la Segretaria Nazionale della Fai Cisl Raffaella Buonaguro – ma è significativo che nel caso del lavoro a distanza l’esperienza viene giudicata comunque positiva dal 71% delle lavoratrici coinvolte. Le donne che hanno avuto questa esperienza, più che vero e proprio smartworking hanno fatto telelavoro, per questo riconoscono che ci siano ottime potenzialità per la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, ma anche che è necessaria una precisa regolamentazione per portare vantaggi alle lavoratrici e alle imprese. Un motivo in più per proseguire il lavoro che abbiamo intrapreso con diversi rinnovi contrattuali per governare i cambiamenti in corso regolamentando al meglio lo smartworking, incrementando le opportunità formative, riconoscendo diritti come quello alla disconnessione”.

Alla domanda “quali siano i principali ambiti di discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro”, le prime quattro risposte sono: disparità di trattamento salariale, eccessivi carichi di lavoro, difficoltà nella progressione di carriera e nella gestione della maternità. Significativi i dati della ricerca relativi alle molestie sui luoghi di lavoro: il 15% del campione, ben 75 donne su 500, ha risposto di aver subito molestie sul posto di lavoro, e il 23% ha dichiarato di aver avuto notizia di colleghe molestate. Alla domanda “quali siano i tre ambiti principali su cui intervenire per favorire la conciliazione tra tempi di vita e lavoro” le risposte sono state: maggiori livelli di reddito, più flessibilità nell’orario di lavoro e precisi accordi aziendali.

Conciliazione che, ha sottolineato Linda Laura Sabbadini, non è assolutamente un tema solamente femminile: “La crisi attuale – ha detto la dirigente ISTAT – ha colpito soprattutto le donne, è urgente darsi una strategia per lo sviluppo dell’occupazione femminile. Non abbiamo investito nei nidi pubblici, nel welfare di prossimità, né sulla cura della persona come carico di lavoro non retribuito che non gravi solo sulle donne. Sono nodi cruciali mai realmente affrontati, anzi, ogniqualvolta si è dovuto tagliare sul debito pubblico si è pensato che le politiche sociali fossero un costo, e non un investimento. Ora il Recovery Fund stanzia il 57% dei fondi in due aree a grande occupazione maschile, quella tecnologica e quella green. Per questo dobbiamo sostenere l’accesso delle donne alle materie scientifiche, dobbiamo coltivare una cultura della parità contro stereotipi e discriminazioni: ma sono investimenti che danno risultati dopo vent’anni, ora servono urgentemente dei contrappesi, e al primo posto deve esserci un grande piano per le infrastrutture sociali”.

Di bisogno di un “nuovo paradigma sociale e lavorativo” ha parlato, nel suo videomessaggio, la Prof.ssa Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. “Dobbiamo incrementare qualità e quantità del lavoro femminile – ha detto – valorizzando le competenze delle donne per renderle protagoniste di questo nuovo modello, che sia più inclusivo, sostenibile, aperto alle nuove generazioni. Ci stiamo apprestando alla redazione del primo piano strategico per la parità di genere, e il lavoro femminile sarà cardine di questo piano”.

L’incontro, organizzato dal Coordinamento Pari Opportunità del sindacato agroalimentare in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, si è concluso con l’intervento del Segretario Generale Onofrio Rota. “Anche questa ricerca – ha detto il leader della Fai Cisl – ci spinge a focalizzare le attenzioni di tutti, parti sociali, istituzioni, Governo, sulle condizioni di sfruttamento che ancora riscontrano tante lavoratrici. È importante intervenire con politiche che innalzino il livello dei redditi e gli strumenti di flessibilità, puntando sulla contrattazione e in particolare su quella decentrata. In tutto il settore agroalimentare le donne fanno da traino, ma la parità appare ancora lontana. La vera parità si realizza valorizzando i differenti bisogni delle persone e puntando sulla condivisione delle responsabilità e dei carichi famigliari”.

“Per quanto riguarda l’agricoltura – ha concluso Rota – rimane una vergogna nazionale il fenomeno del caporalato, che quando colpisce le donne si unisce anche a fenomeni di discriminazione, violenze, ricatti sessuali. È una battaglia sulla quale chiediamo anche alla Ministra Bonetti di schierarsi al nostro fianco, facendosi portavoce nel nuovo esecutivo di un rilancio delle attività di prevenzione contenute nella Legge 199 del 2016 ma anche in tante buone pratiche avviate su più territori in questi ultimi anni. Il lavoro agricolo rimane tra i più faticosi e meno remunerati eppure caratterizza un tratto importante di quel Made in Italy agroalimentare imitato e ammirato in tutto il mondo: è nell’interesse di tutti, oltre che una battaglia di civiltà, fare in modo che le categorie coinvolte abbiano maggiore riconoscimento e dignità. Anche per questo, è importante che con il prossimo Decreto Ristori sia riconosciuta un’indennità anche ai lavoratori agricoli, finora erroneamente esclusi, così come bisogna riconoscere per il 2020 le stesse giornate lavorate nel 2019 a chi non riesce a maturare i requisiti necessari per accedere alla disoccupazione agricola: la maggioranza sono donne, che avendo perso giornate di lavoro non avranno accesso a questa integrazione al reddito determinante per l’economia di centinaia di migliaia di famiglie”.

Per vedere l’iniziativa integralmente clicca qui.