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DECRETO RILANCIO, FAI CISL: BENE REGOLARIZZAZIONE, MISURA DI CIVILTÀ

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L’articolo 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n.34 (Decreto Rilancio) ha previsto la possibilità:

– per il datore di lavoro italiano o straniero di sottoscrivere un nuovo rapporto di lavoro subordinato o di dichiararne uno irregolarmente instaurato con cittadini italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo 2020;
– per gli stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 di chiedere un permesso di soggiorno della durata di sei mesi.

Non è previsto un click day: le domande possono essere presentate dal 1°giugno al 15 luglio.

SETTORI DI ATTIVITÀ
Agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e altre attività connesse.

Emersione

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Coordinamento Nazionale FAI CISL Pesca – 14 maggio 2020 – in videoconferenza

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Nella giornata di giovedì 14 maggio u.s., si è riunito in videoconferenza il Coordinamento Nazionale FAI CISL Pesca, presieduto dal Segretario nazionale Silvano Giangiacomi con la partecipazione dei coordinatori regionali del settore pesca della FAI CISL di tutte le regioni d’Italia. Tema dell’incontro l’art 78 del DL n° 18 del 17 marzo 2020 modificato con la Legge n.27 del 24 aprile 2020.

L’art. 78 prevede delle misure economiche a favore delle imprese del settore agricolo e della pesca che hanno subito dei danni economici derivanti dall’emergenza COVID-19.
Il Fondo, istituito dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e della pesca (Mipaaf), ha una dotazione di 100 milioni di euro, di cui 80 per l’agricoltura e 20 per la pesca e acquacoltura. La quota per pesca e acquacoltura è suddivisa in:
• 15 milioni per la Pesca, che andrebbero a sostenere le 12.500 imprese (in FVG circa 380) e quindi permettere il mantenimento del posto di lavoro a 28.000 pescatori (in FVG circa 470);
• 3,5 milioni per l’acquacoltura;
• 1,5 milioni per le imprese di pesca nelle acque interne.

Il contributo può essere richiesto da tutte le imprese di pesca,quindi anche per coloro che hanno lavorato nel periodo di COVID-19, in quanto l’art.78 nella modifica del 24 aprile 2020, Legge n° 27, prevede il contributo “per la sospensione dell’attività economica del settore della pesca e dell’acquacoltura”, cioè un sostegno che possa coprire parzialmente la perdita di fatturato dell’impresa.

Il contributo è legato:
• alla stazza GT (tonnellate M/B) per le imbarcazioni “armate”
precedentemente al 11 marzo 2020 (cioè con i marittimi ancora imbarcati);
• mentre per l’acquacoltura è legato al fatturato medio dell’impresa nell’anno precedente.

Le imprese di pesca, per accedere a questo sostegno economico, dovranno almeno 24 ore prima comunicare ai Distretti marittimi di appartenenza, la giornata o le giornate di fermo con la causale COVID-19. La Capitaneria di Porto effettuerà la relativa verifica che sarà utile per il successivo calcolo del contributo.

Prossimamente il MIPAAF emanerà un Decreto con le modalità di richiesta per il contributo, che successivamente verrà erogato dalle Capitanerie di Porto nelle varie marinerie italiane, tramite bonifico direttamente all’impresa.

Tra gli altri punti affrontati segnaliamo:

Protocollo sicurezza COVID 19 Pesca
A livello nazionale si sta continuando a lavorare al protocollo specifico. È già stata inviata una bozza unitaria Fai, Flai e Uila alle Associazioni di categoria per una valutazione.
Fermo pesca obbligatorio mese di agosto 2020
Prossimamente ci sarà un incontro con il MIPAAF in cui sarà valutata la possibilità di spostare o annullare, per l’anno 2020, il fermo pesca obbligatorio, considerato che le imprese hanno effettuato un periodo di fermo dovuto all’emergenza COVID 19.

La FAI CISL FVG resta sempre a disposizione di coloro che sono interessati ai corsi di formazione in modalità E-Lerning, contattando l’operatore sindacale Marco Savi al numero 333 6580833 o all’indirizzo mail m.savi@cisl.it.

Trieste, 18/05/2020
FAI CISL FVG – Marco Savi

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Coordinamento Nazionale FAI CISL Pesca – 5 maggio 2020 – in videoconferenza

Scritto da FAI Cisl FVG on . Postato in COVID19, PESCA

Nella giornata di mercoledì 5 maggio u.s., si è riunito in videoconferenza il Coordinamento Nazionale FAI CISL Pesca, presieduto dal Segretario nazionale Silvano Giangiacomi a cui ha portato un saluto il Segretario generale Onofrio Rota. Hanno partecipato i coordinatori regionali del settore pesca della FAI CISL di tutte le regioni d’Italia per affrontare le diverse problematiche locali delle marinerie italiane, in special modo quelle riguardanti l’emergenza da Covid 19.

IN SINTESI

Protocollo sicurezza Covid 19
FAI FLAI e UILA a livello nazionale stanno completando un documento, specifico per la pesca, in linea con il Protocollo sicurezza del 24 aprile 2020. Questo servirà come linea guida per i successivi protocolli Covid 19 da stilare nelle varie marinerie.
In FVG potrebbe essere necessario redigere tre protocolli: per le marinerie più importanti di Trieste, Grado e Marano.

Situazione Intese Regionali, CIGDeroga e FIS
Si riscontra che la situazione complessiva nazionale è molto diversificata: in alcune Regioni ci sono ritardi nell’autorizzare le Casse in Deroga, mentre in alcune i primi pagamenti da parte dell’INPS sono stati effettuati.
In FVG nei prossimi giorni dovrebbero essere pagate le prime CIG in Deroga.

Polizza aggiuntiva EBIPesca emergenza COVID 19
L’ente bilaterale EBIPesca, ha istituito un indennizzo giornaliero per coloro che sono stati colpiti da Covid 19 con quarantena domiciliare o ricovero.
Per essere maggiormente informati su questo tema potete contattare l’operatore della FAI CISL FVG:
Marco Savi – cell. 333 6580833.


Piano Triennale e Formazione
Causa l’emergenza sanitaria la formazione in aula è stata sospesa. La FAI CISL nazionale sta attivando una modalità di formazione a distanza o E-Lerning (apprendimento in rete) dove il marittimo potrà accedere alle lezioni in qualsiasi momento della giornata e, per ottenere l’attestato, dovrà fare alla fine un test di verifica.
Per il FVG si sta provvedendo a istituire corsi per:
– Utilizzo Tablet Log Book, possibilmente con un tecnico del Ministero;
– Patentino VHF Radio Telegrafico
– Certificazione sanitaria HCCP settore pesca


Bando INVITALIA
Le imprese che hanno sostenuto spese collegate all’acquisto di materiale sanitario per l’emergenza Covid 19, per un importo superiore a € 500, possono far richiesta al Fondo INVITALIA, che opera in collaborazione con l’INAIL, per il recupero del 100% di tali spese.

Regolamentazione Previdenza nella Pesca L. 250/L. 413
Le parti sindacali e il Ministero si stanno adoperando per calendarizzare un incontro in videoconferenza sulla regolamentazione della previdenza marittima nella piccola e grande pesca, visto che il precedente previsto per il 17 marzo u.s., è stato rinviato causa Covid 19.

Fermo Pesca Obbligatorio Pelagici FVG (sardine e acciughe)
la Fai Cisl del FVG si è fatta portavoce durante la video conferenza della richiesta da parte delle imprese di pesca della regione che effettuano la pesca pelagica, di proporre al Ministero una deroga al fermo biologico di agosto per il 2020 in quanto le imprese hanno già effettuato, causa Covid 19, più di due mesi di fermo e sono in difficolta economica.

Al termine è stato sottolineato il buon lavoro della FAI CISL con il Coordinamento Pesca Nazionale e Nord Adriatico e il contributo che la nostra Federazione porta ai tavoli del sindacato europeo a Bruxelles.
La FAI continua ad essere fondamentale nella rappresentanza sindacale e nel confronto con le Associazioni datoriali, rafforzando la presenza nelle Marinerie e costituendo dei Coordinamenti, simile al già avviato Nord Adriatico, anche per il Tirreno e il Sud.

Trieste, 11/05/2020
FAI CISL FVG – Marco Savi

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Manovra finanziaria: I pescatori non siano dimenticati dalla politica

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“La pesca è al collasso, anche a seguito di normative europee sempre più orientate a ridurre le giornate di lavoro e già diminuite a causa del maltempo, ma l’Italia dimentica i suoi figli naturali: i pescatori. È incomprensibile come un paese con 8.000 km di coste e tante marinerie, da Nord a Sud, cresciute grazie alla forza di prodotti ittici unici che garantiscono l’eccellenza del Made in Italy, sia incapace di tutelare e promuovere questo patrimonio sociale, economico e culturale”.
Questo il commento di Fai-Flai-Uila Pesca nazionale sui contenuti della manovra finanziaria 2020 presentata dal governo.

“Abbiamo apprezzato l’impegno della Ministra Bellanova per stabilizzare il reddito dei pescatori nei periodi di non lavoro, così come l’aver recuperato i ritardi sul pagamento dell’indennità di fermo 2019 (risorse stanziate con legge di bilancio precedente che già avevamo denunciato come insufficienti) ma, al momento, in questa manovra finanziaria di misure sociali per il 2020 non ce n’è traccia”, proseguono Fai- Flai-Uila Pesca per poi aggiungere: “Non solo la cassa integrazione, oggi prevista per i lavoratori agricoli, non viene estesa alla pesca, come da anni il Sindacato chiede ma, addirittura, scompare per il 2020 l’unico strumento che garantiva l’indennità per il fermo obbligatorio, rimanendo solo risorse irrisorie per quello non obbligatorio”.
“Il mix tra azzeramento delle misure sociali e incremento degli oneri sociali per le imprese ittiche insieme alla riduzione delle giornate di pesca” insistono i tre sindacati del settore pesca “si traduce in un colpo letale per i pescatori, sulle cui spalle ricade esclusivamente la responsabilità di tutelare la sostenibilità ambientale e che devono combattere ogni giorno sul mercato con oltre il 75% di prodotto consumato importato”.

“La politica tutta dovrà essere impegnata affinché le parole, troppo spesso pronunciate, si traducano in norme concrete al fine di salvaguardare le eccellenze del nostro Made in Italy” concludono i sindacati. “Fai, Flai e Uila Pesca considerano quindi doveroso, durante il dibattito parlamentare, sanare questa annosa e profonda lacuna”.

Nella nostra regione la superficie potenziale destinata alla pesca è attorno ai 720 km2, con circa 300 pescherecci attivi ed i suoi 500 addetti diretti. Viene quindi spontaneo chiedersi, commentano Claudia Sacilotto e Marco Savi della FAI CISL FVG, quale futuro la ‘politica’ intende delineare per questo settore ed i suoi tanti occupati.

FAI CISL FVG
Coordinatore Pesca Marco Savi

FAI CISL FVG
Segretaria Regionale Claudia Sacilotto

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Progetto “PORTO SICURO” e formazione dei Pescatori: La Federazione agroalimentare della Cisl avvia il progetto “Porto Sicuro 2019”

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Il progetto “Porto Sicuro 2019” approda anche nella nostra regione – dichiara Claudia Sacilotto, segretaria generale della FAI CISL FVG – e vedrà la nostra Federazione impegnata nell’incontrare, assistere, informare e formare i lavoratori occupati nella pesca ed acquacoltura nelle principali marinerie della nostra regione, attraverso una azione inserita nel programma triennale della Pesca ed Acquacoltura, presentato dalla Federazione nazionale ed approvato dal Mipaaft.

Gli obiettivi del progetto sono: conoscere le condizioni di lavoro quotidiane dei Pescatori e/o Armatori con le loro problematiche, comprendere le loro aspettative e le loro necessità di tutele previdenziali e fiscali, avere una consapevolezza più ampia delle normative sull’attività di pesca e sulla sicurezza in mare, al fine permettere alla FAI, di offrire un supporto più cogente alle esigenze reali di Pescatori e/o Armatori.

La FAI CISL, a livello nazionale, con il progetto “Porto Sicuro 2019” – continua Sacilotto – sta incontrando i lavoratori della pesca in 70 marinerie italiane, coinvolgendoli anche nella compilazione di specifici questionari anonimi che spaziano dai temi dell’ambiente alle normative europee e dell’innovazione tecnologica, dal lavoro usurante agli ammortizzatori sociali e welfare, dai requisiti pensionistici al ricambio generazionale.
I dati raccolti verranno in seguito utilizzati per una ricerca approfondita e potranno fornire un quadro generale della situazione del settore.

La FAI CISL del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione dei docenti dello IAL Marche – informa Marco Savi, coordinatore regionale del Settore Pesca all’interno della FAI CISL FVG – organizza dal 23 settembre al 14 ottobre 2019 presso il Seminario Vescovile di Trieste, i corsi specifici per i Pescatori che intendono acquisire le abilitazioni ai titoli di Capo barca e Motorista abilitato che permetteranno loro di conseguire gli attestati, con esami da tenersi a fine ottobre presso la Capitaneria di Porto di Trieste. Nella nostra Regione si inizierà con Trieste – continua Savi – dove i marittimi che hanno dato l’adesione sono ben diciannove. Alcuni corsisti hanno un’età inferiore ai 30 anni, sintomo positivo di un ricambio generazionale, di cui il settore pesca ha estremo bisogno.

La FAI Cisl si è mossa nella consapevolezza – concludono Sacilotto e Savi – che fare il Pescatore è un lavoro sempre più difficile e necessita di tutele sempre più adeguate. Serve in primis: il riordino e la semplificazione della normativa europea che non dimentichi le specificità territoriali del settore; una previdenza che tenga conto dei periodi obbligatori del fermo pesca; il riconoscimento di lavoro usurante per i suoi addetti e non ultimo, la salvaguardia di questa importante attività e sua relativa occupazione locale, in quanto a fronte di 7.400 km di costa italiana e 93 km. in FVG, riteniamo poco lungimirante ‘far abbandonare’ il settore a favore di competitor limitrofi.

La FAI Cisl c’è, ed è impegnata a seguire con attenzione il settore pesca ed i suoi addetti.

Claudia Sacilotto
Segretaria regionale FAI CISL FVG

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Decreto clima, preoccupazione per i tagli previsti nel comparto della pesca

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“Esprimiamo forte preoccupazione per un provvedimento che andrebbe a colpire gravemente un settore che quotidianamente si confronta con i problemi della sostenibilità ambientale e che punirebbe ingiustamente i lavoratori della pesca, mettendo a rischio, tra l’altro, l’unico strumento di sostegno al reddito attualmente previsto, che è quello relativo all’indennità giornaliera per i periodi di fermo biologico obbligatorio imposto ai pescatori per tutelare le risorse ittiche”.

Così dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca in merito alla bozza del cosiddetto “decreto clima” che prevede il taglio del 10% nel 2020 fino al totale azzeramento entro il 2040 dei sussidi considerati “ambientalmente dannosi”.

“Il Sindacato da anni lotta per avere un ammortizzatore sociale stabile che intervenga nei periodi di sospensione dell’attività lavorativa per cause indipendenti dalla volontà del datore di lavoro, a partire dal maltempo che, anche in ragione dei cambiamenti climatici, provoca sempre più incidenti e vittime in mare”, proseguono i sindacati. “Sarebbe quindi indispensabile, prima di parlare di sussidi ambientalmente dannosi, introdurre misure sociali strutturate a favore dei pescatori che potrebbero anche diventare protagonisti in tema di tutela e pulizia del mare dalle plastiche”.

“Negli ultimi decenni l’occupazione nel settore è calata del 50% a causa della miopia di politiche comunitarie e nazionali volte esclusivamente alla sostenibilità ambientale senza valutare gli effetti nefasti che queste avrebbero provocato a livello sociale ed economico”, concludono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca, che rivolgono un appello al governo: “Alle rassicurazioni del Ministro Costa rispondiamo con la richiesta di consultare le parti sociali e i ministeri competenti prima di decidere quali siano i sussidi dannosi e quelli sostenibili, mentre al Ministro Bellanova chiediamo di rivolgere un’attenzione speciale ai lavoratori della pesca che sono tra i soggetti più fragili del mercato del lavoro, e di avviare una efficace interlocuzione con le parti sociali per costruire insieme un vero equilibrio tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica per il settore”.

Roma, 23 settembre 2019

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CORSO DI FORMAZIONE PESCA

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LA FAI CISL FVG
Organizza per il settore della Pesca

CORSI DI FORMAZIONE PER:





CAPO BARCA per la pesca costiera per M/B con stl inferiore alle 60 tonn.
REQUISITI: essere iscritto alla 3°categoria Gente di mare, aver compiuto 18 anni, aver effettuato 18 mesi di navigazione su navi da pesca.
MOTORISTA abilitato per M/B con potenza motore inferiore a 85 cv su navi stl. fino a 25 t
REQUISITI: essere iscritto alla 3°cat. Gente di mare, aver compiuto 19 anni, aver effettuato 12 mesi di navigazione su navi da pesca

L’adesione ai corsi dovrà essere richiesta entro il 20 settembre 2019, per effettuare gli esami nella sessione del 23 e 24 ottobre 2019, presso la Capitaneria di Porto di Trieste (compartimento di Trieste – Monfalcone)

CORSO H.A.C.C.P. per il settore ittico e dell’acquacolturaper la sicurezza e l’igiene alimentare
REQUISITI: operatori che manipolano prodotti alimentari, nel caso specifico ittici, sia fissi che stagionali.

CORSI DI SICUREZZA A BORDO dei pescherecci per:
RSPP, RLS, Addetti antincendio, Addetti primo soccorso.

La richiesta di attivazione dei corsi dovrà essere effettuata entro il 15 ottobre.

Il costo dei corsi, delle aule didattiche e dei docenti esperti del settore
e accreditati a svolgere la formazione nel settore della pesca,
saranno a totale carico della FAI CISL FVG.

TI ASPETTIAMO in FAI CHIAMA per un APPUNTAMENTO
MARCO SAVI – CELL. 333 6580833

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PESCA, LA FAI CISL PRESENTA IL PROGETTO “PORTO SICURO”

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Prende il via la campagna Fai Cisl per la sicurezza sul lavoro, le tutele sociali e la competitività del settore pesca. L’iniziativa si chiama “Porto Sicuro” e vedrà la federazione agroalimentare e ambientale della Cisl impegnata nelle principali marinerie italiane, con recapiti permanenti, per fornire assistenza alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto.

“I nostri operatori – spiega il Segretario nazionale Silvano Giangiacomi – si confronteranno con i lavoratori su aspetti fondamentali come lavoro usurante, ammortizzatori sociali, applicazione del Testo Unico sulla sicurezza, welfare, requisiti pensionistici, concorrenza sleale.
Su quest’ultimo punto, vogliamo lanciare un messaggio forte per prevenire anche qualsiasi forma di caporalato nella pesca e raccogliere eventuali segnalazioni di sfruttamento. Le scarse capacità di attrazione, infatti, che il comparto purtroppo sta esercitando sui giovani, rischia di ampliare la platea di quelle persone che, nella disperata ricerca di occupazione, sono socialmente più vulnerabili e accettano di lavorare senza regolare contrattualizzazione, specialmente se di origine straniera”.

“Il nostro presìdio nei porti – afferma il Segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota – rappresenta anche un progetto di conoscenza e approfondimento. Con la Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche raccoglieremo le istanze e le storie di lavoratrici e lavoratori per fotografare con puntualità tutta la complessità del settore pesca. Nel contempo, vogliamo divulgare il nostro impegno sulla legislazione settoriale, per affiancare i pescatori e affermare in maniera sempre più puntuale i loro diritti. Alla base dell’iniziativa, c’è la grande volontà, da parte del sindacato, di rilanciare un settore che può essere strategico in termini di occupazione e sviluppo sostenibile, e che merita di essere sostenuto partendo dal lavoro di qualità, ben retribuito e in sicurezza. Soltanto così potremo sollecitare anche il ricambio generazionale necessario per dare una concreta visione futura a tutto il comparto e alle filiere connesse”.

Il progetto “Porto Sicuro”, che nasce nell’ambito del Programma nazionale triennale 2017-2019 della Pesca e dell’Acquacoltura finanziato dal Mipaaft, sarà presentato alla stampa venerdì 26 luglio alle ore 11 a Roma, in Via Tevere 20, nella sede nazionale della federazione.
Per accreditarsi è sufficiente comunicare i propri dati a stampafaicisl@cisl.it.

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I pescatori del golfo di Trieste e il problema dell’inquinamento

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videopescatori In data 24 maggio 2019 “Il Piccolo” ha pubblicato un’interessante intervista realizzata dal videomaker Simone Modugno a due nostri iscritti: Antonio Veneziano e Gaetano d’Ambrosio con la partecipazione di Guido Doz, Consigliere AGCI Associazione Generale Cooperative Italiane Friuli Venezia Giulia.

Riduzione delle risorse alieutiche (della pesca) disponibili ed inquinamento stanno manifestando i propri effetti dannosi anche nel Golfo di Trieste; tutto ciò si ripercuote un settore già in sofferenza e sull’attività dei pescatori locali.

Sfruttamento delle risorse: “una volta vivevamo con le mormore qua in Golfo, da quasi dieci anni si sono ridotte. Così anche il pesce azzurro” – raccontano i pescatori – “il pescato si è avvicinato molto alla soglia di riproduzione e per certe tipologie di pesce è andato oltre, causando la scomparsa di molte specie”.

70percento Rifiuti in mare: ogni levata della rete dello strascico presenta un 70% di rifiuti (la maggioranza plastica).
Potrebbe sembrare un fattore utile in quanto il pescatore, con la sua attività, potrebbe portare un contributo importante alla pulizia del mare; invece no! I rifiuti “pescati” in mare devono essere trattati come “rifiuti speciali” con un costo di gestione e smaltimento notevoli, che il pescatore non è in grado di sostenere. Dove finiscono? Di nuovo in mare!

Cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura dei mari sta provocando anche la diminuzione del cibo alla base della catena alimentare, cioè il placton. A conferma di ciò le prime ricerche dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale) evidenziano una diminuzione del carbonio organico particellato nell’acqua, ovvero del nutrimento del sistema marino.

Trieste 30 maggio 2019

Marco Savi
Coordinatore Pesca
FAI Cisl del Friuli Venezia Giulia

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Audizione settore ittico: subito ammortizzatore sociale strutturato per i pescatori

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Un sistema strutturato di ammortizzatori sociali, in grado di compensare le giornate di lavoro perse in particolare a causa del maltempo, riconoscere la pesca quale attività usurante e dare attuazione al testo unico sulla sicurezza.
Queste le priorità evidenziate da Fai, Flai e Uila Pesca nel corso dell’audizione in Commissione agricoltura della Camera sulle tre proposte di legge recanti interventi per il settore ittico.

In particolare, Fai-Flai-Uila Pesca ritengono che, l’estensione della Cisoa agricola ai lavoratori della pesca rappresenterebbe una delle soluzioni più idoneea garantire non solo continuità di reddito a copertura dei periodi di sospensione dell’attività lavorativa e certezza dei tempi di erogazione delle prestazioni per i lavoratori, ma anche semplificazione per le imprese. L’urgenza di un ammortizzatore strutturato per il settore, ormai in crisi da anni, è tale per cui il sindacato chiede di non rinviare ad una legge delega la risoluzione di tale problematica.

In merito al riconoscimento del carattere usurante della pesca Fai-Flai-Uila Pesca hanno ribadito come, oggi, sia scientificamente provato che questo settore è esposto ad altissimi e molteplici rischi e la pesca è riconosciuta dall’Organizzazione internazionale del lavoro come l’attività più pericolosa al mondo.

Altro tema sollevato da Fai-Flai-Uila Pesca è quello riguardante la salute e la sicurezza a bordo. Essendo la pesca rimasta fuori dall’applicazione del Dlgs 81/08, i sindacati hanno ribadito l’urgenza di emanare i decreti attuativi del testo unico sulla sicurezza.

Per Fai-Flai-Uila Pesca, infine, la discussione sulla proposta di legge per il settore ittico deve incastrarsi anche con la scadenza di novembre 2019, data entro la quale l’Italia deve recepire la Direttiva 159 del 2017 che, di fatto, introduce la Convenzione ILO C 188 sul lavoro nella pesca nel diritto comunitario. Convenzione che l’Italia non ha ancora ratificato e che prevede, tra l’altro, l’equiparazione dei lavoratori della pesca a quelli degli altri settori in materia di sicurezza sociale.