Trieste sottoscritto il primo protocollo in regione per l’istituzione della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità

È stato sottoscritto oggi, presso la prefettura di Trieste, il primo protocollo, nella nostra regione, per l’istituzione della Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità, tra la Prefettura di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’INPS di Trieste, l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Trieste e Gorizia, l’Inail di Trieste, le Organizzazioni datoriali agricole nonché i sindacati dei lavoratori, Confagricoltura Trieste, Coldiretti, CIA Agricoltori Italiani, Copagri nonché FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL.
La rete è un organismo volto a promuovere la legalità nel settore agricolo, sottolinea il segretario generale regionale della FAI Cisl Stefano Gobbo, a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. La sottoscrizione del protocollo, non è il punto di arrivo, continua Gobbo, ma va inserito in un più ampio percorso a livello regionale, volto ad assicurare un maggiore attenzione e soprattutto a rafforzare la promozione della legalità nel lavoro agricolo.
Ci attendiamo, che le organizzazioni datoriali, prosegue il segretario regionale Fai Cisl Marco Savi, si facciano assieme a noi promotrici dell’iscrizione delle aziende alla Rete del lavoro agricolo di qualità, accedendo così a quei meccanismi premianti destinati alle imprese aderenti e rispettose del lavoro regolare.
Riteniamo concreto quanto espresso dall’assessore regionale Alessia Rosolen, con cui definisce che la firma odierna va a colmare una grossa lacuna, riportando la giusta attenzione e tutela al settore che non a caso è chiamato primario e del Direttore regionale INPS dott. Marco De Sabbata, che con il termine Reputazione Sociale, a voluto evidenziare quanto sia necessario adoperarsi per far rientrare nella legalità tutta la filiera agricola.
Ora siamo certi che anche nelle altre prefetture, sarà dato seguito a quanto realizzato a Trieste, come FAI Cisl del Friuli Venezia Giulia, l’istituzione delle Sezioni territoriali in tutte le ex provincie consentiranno di incrementare la collaborazione tra istituzioni e parti sociali, lo scambio di informazioni, il coordinamento delle iniziative e la diffusione della cultura della legalità nel settore. Più che mai la repressione del fenomeno dello sfruttamento del lavoro nel comparto non produce effetti a causa delle peculiarità intrinseche del mondo agricolo e quindi occorre puntare alla prevenzione dei fenomeni tutelando il lavoro regolare attraverso un impegno condiviso e continuativo.
